FAQ

Cosa sono gli Pneumatici fuori uso?
Il Decreto n. 82 del 14 aprile 2011 definisce gli Pneumatici Fuori Uso (PFU) come: gli pneumatici, rimossi dal loro impiego a qualunque punto della loro vita, dei quali il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi e che non sono fatti oggetto di ricostruzione o di successivo riutilizzo

Quali tipologie di PFU non rientrano nel decreto?
Sono esclusi dagli obblighi previsti dal decreto:

  • gli pneumatici per bicicletta;
  • le camere d'aria, i relativi protettori (flap) e le guarnizioni in gomma;
  • gli pneumatici per aeroplani e aeromobili in genere.

Come funziona il sistema di gestione degli PFU?
La gestione degli Pneumatici Fuori Uso si basa sul principio di responsabilità del produttore (producer responsibility), il quale ha l'obbligo di farsi carico della gestione degli pneumatici immessi sul mercato, una volta giunti a fine vita.
Il Decreto n. 82 del 14 aprile 2011 ha imposto ai produttori e agli importatori di pneumatici di attivare un sistema per la raccolta e la gestione degli PFU. Tale servizio può essere erogato in forma autonoma o in forma associata (attraverso la costituzione di Consorzi).

Come si finanzia il sistema?
Il funzionamento del sistema si basa sull'applicazione di un contributo ambientale, differenziato per dimensioni e tipologie di pneumatici, che copre i costi di gestione e di recupero dei PFU.
Il contributo è indicato in modo chiaro e distinto sulla fattura in tutte le fasi della commercializzazione dello pneumatico.
Il ritiro degli pneumatici avviene a titolo gratuito presso quei gommisti – segnalati dai produttori - che effettuano la sostituzione degli pneumatici.

Come funziona il contributo?

Il contributo ambientale è una disposizione contenuta nel Decreto 11/04/2011, n. 82 ed è un importo che contribuisce a pagare gli oneri di trattamento degli PFU.
L'ammontare del contributo è definito dal Consorzio che si occupa della gestione di PFU, sulla base dei costi complessivi sostenuti per garantire che siano gestiti nel pieno rispetto della normativa, dell'ambiente e della salute umana.
EcoTyre, come previsto dalla normativa, pratica un contributo differenziato in base alla tipologia e al peso degli PFU da trattare (vedi tabella contributi).

Sono un produttore/importatore di pneumatici e vorrei aderire al servizio: cosa devo fare?
Può mandare una richiesta di informazioni ai riferimenti che trova nella sezione contatti.
Le verranno mandati tutti i documenti necessari all'iscrizione e le informazioni relative.

Se dovessi individuare degli PFU abbandonati, posso rivolgermi ad EcoTyre?
In base alle disposizioni vigenti gli pneumatici abbandonati devono essere gestiti secondo le indicazioni delle Autorità competenti.
EcoTyre non può, quindi, intervenire autonomamente ma deve limitarsi a trattare gli PFU raccolti e stoccati presso gommisti e altre strutture specifiche.

Quali prodotti sono realizzati dal riciclo degli PFU?
Dalle attività di riciclo degli PFU è possibile recuperare nuovi materiali.
Già dopo la prima fase di triturazione degli Pfu alcuni elementi vengono destinati a diversi utilizzi, tra cui:

  • Asfalti modificati
  • Pavimentazioni e manufatti
  • Superfici sportive
  • Materiale per l'isolamento.
  • Arredo urbano
  • Opere di ingegneria civile
  • Materiale per pacciamatura
  • Riutilizzo in mescola
  • Acciaierie ad arco elettrico
  • De-vulcanizzazione (rigenerazione)

Perché i PFU vengono, in parte, inceneriti?
Il potere calorifico degli pneumatici fuori uso è pari a quello dei combustibili fossili. Per questo motivo numerosi settori industriali che producono energia elettrica ambiscono ad utilizzarli nei loro processi produttivi per il favorevole rapporto potere calorifico-emissioni.
Il recupero energetico avviene attraverso opportune procedure di termovalorizzazione, nel rispetto di parametri e standard di qualità fissati per legge, a tutela dell'ambiente e dei cittadini.

Le principali destinazioni dell'energia ricavata da PFU sono:

  • Cartiere
  • Cementifici
  • Impianti di produzione calce